Nel traffico stradale le bambine e i bambini si comportano spesso in modo spontaneo e imprevedibile. Se si verifica un incidente, si pone la questione della responsabilità della o del conducente. In queste situazioni, il diritto impone requisiti particolarmente elevati in materia di comportamento alla guida.
L’essenziale in breve
- Spesso le bambine e i bambini non sono ancora in grado di valutare correttamente i pericoli del traffico stradale.
- Le e i conducenti devono tenere conto della possibilità che commettano errori di comportamento.
- Vigono obblighi accresciuti di diligenza e prudenza.
- La giurisprudenza valuta queste situazioni con particolare severità.
Testo legislativo
La legge federale sulla circolazione stradale (LCStr) impone a tutte le e a tutti gli utenti della strada di comportarsi con reciproco riguardo . L’articolo 26, capoverso 2 LCStr precisa: «Particolare prudenza deve essere usata verso i fanciulli, gli infermi e i vecchi e parimente quando vi siano indizi per ritenere che un utente della strada non si comporti correttamente».
Questa maggiore prudenza non si applica solo in situazioni di pericolo concrete, ma anche quando ci sono bambine e bambini sulla strada o nelle vicinanze.
Perché le bambine e i bambini sono particolarmente a rischio nel traffico stradale?
Le bambine e i bambini sono giocosi, si lasciano distrarre facilmente e spesso reagiscono d’impulso. Anche se conoscono le regole della circolazione, non sempre le applicano in modo affidabile.
A ciò si aggiunge il fatto che
- a causa della loro statura, le bambine e i bambini sono meno visibili nel traffico stradale;
- molte capacità rilevanti per il traffico si sviluppano solo con il tempo;
- spesso sono in grado di valutare correttamente velocità o distanze solo a partire dai 10–12 anni circa.
Per questo motivo non ci si può attendere da loro un comportamento sempre sicuro nel traffico. Le e i conducenti devono pensare anche per loro ed essere pronti a frenare in qualsiasi momento.
Cosa significa per le e i conducenti?
Le e i conducenti devono sempre aspettarsi che le bambine e i bambini possono agire all’improvviso e in modo imprevedibile. In tali situazioni non è sempre sufficiente andare più piano.
A seconda della situazione può essere necessario:
- ridurre significativamente la velocità;
- osservare la situazione con particolare attenzione;
- arrestare il veicolo, se necessario.
La sola presenza di bambine e bambini comporta già di per sé un obbligo accresciuto di prudenza.
Che importanza riveste la regolamentazione in vigore nell'ambito della prevenzione degli incidenti?
Le disposizioni vigenti impongono a chi guida chiari obblighi di prudenza nei confronti di bambine e bambini nel traffico stradale, obblighi che i tribunali applicano con rigore. La giurisprudenza sottolinea che la protezione di bambine e bambini riveste un’importanza particolare. Chi guida deve quindi anticiparne i possibili comportamenti e adeguare di conseguenza la propria condotta per poter reagire tempestivamente in caso di errore, ad esempio in situazioni di precedenza o durante l’attraversamento della strada.
Il diritto crea così un quadro preventivo che non interviene solo dopo un incidente, ma punta a orientare il comportamento già prima che si verifichi.
Un esempio concreto
Accompagnato non è sinonimo di sicuro
Una bambina o un bambino di cinque anni, accompagnata/o da un adulto, è stata/o travolta/o e uccisa/o da un veicolo. La o il conducente non poteva presumere che la bambina o il bambino fosse costantemente sotto controllo, poiché non era possibile vedere se fosse tenuta/o saldamente per mano.
Il Tribunale federale ha stabilito che: solo quando una bambina o un bambino viene tenuta/o per mano in modo visibile ed efficace, la o il conducente può fare affidamento su un comportamento corretto. La o il conducente è stato condannato per omicidio colposo (DTF 129 IV 282 del 26 maggio 2003 e 1P.313/2004 del 2 novembre 2004).
La precedenza non esclude la responsabilità
Una ragazzina di poco meno di tredici anni si è immessa da una strada secondaria su una strada principale in sella a una bicicletta da bambini ed è stata investita da un autofurgone. Sebbene la o il conducente avesse la precedenza, avrebbe dovuto riconoscere la bambina come tale e reagire tempestivamente. Le condizioni di visibilità e meteorologiche erano buone.
Il Tribunale federale ha condannato la o il conducente per lesioni gravi colpose, poiché non aveva adeguato sufficientemente la velocità alle circostanze (sentenze 6B_302/2011 e 6B_313/2011 del 29 agosto 2011).
Ridurre la velocità non è sempre sufficiente
Un bambino di quasi cinque anni stava camminando insieme alla sorella di nove anni e si è improvvisamente lanciato sulla carreggiata. È stato investito da uno scooter. La o il conducente aveva notato i due bambini e ridotto la velocità, ma avrebbe dovuto frenare con maggiore decisione o fermarsi.
La o il conducente dello scooter è stato giudicato colpevole di gravi lesioni colpose (TF 4A_179/2016, 30 agosto 2016).
Maggiori informazioni
Consigli su questo argomento sono disponibili nel dossier «Bambini nel traffico».