Campagna

Don’t mess it up Affrontare una curva

Don’t mess it up
È purtroppo vero: i giovani motociclisti sono esposti a un rischio di incidente particolarmente elevato e dall’inizio dell’anno possono guidare motociclette più potenti e veloci. Un mix che nasconde ben altro. L’UPI ha reagito lanciando una nuova campagna di prevenzione nei social media, alla cui realizzazione hanno partecipato anche i diretti interessati.

Un incidente in moto? È estremamente pericoloso

Mancanza di esperienza, maggiore propensione al rischio, comportamento impulsivo e sopravvalutazione di sé: un cocktail pericoloso. In rapporto alla popolazione, i giovani tra i 15 e i17 anni hanno il maggior numero di incidenti motociclistici gravi. Tra il 2016 e il 2020, 281 di loro si sono feriti gravemente e 4 hanno perso la vita.

Inoltre, dall’inizio dell’anno, i quindicenni potranno guidare motociclette e scooter con una cilindrata fino a 45 km/h. I sedicenni hanno addirittura accesso a motociclette da 125 cm3. Con la velocità, aumentano anche il rischio e la gravità degli incidenti.

È il momento giusto per una campagna di sensibilizzazione. Il claim «Don’t mess it up» riassume perfettamente l’essenza dei messaggi: chi non fa attenzione in moto, può davvero finire male. È estremamente pericoloso.

Campagna dei e per i giovani

La campagna si svolge su TikTok, Snapchat e Instagram. L’UPI ha sviluppato il concetto della campagna alla cui realizzazione hanno partecipato anche i giovani interessati. Sono previsti cinque spot con i messaggi principali: guidare in modo predittivo, non distrarsi, tenere la distanza, frenare prima di piegare e indossare le protezioni.

 

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