Attraversa a grandi passi la Piazza Grande di Giubiasco. Passa davanti alla sua gelateria preferita e all’ampio parco giochi, dove bambine e bambini si divertono sotto il sole primaverile. In qualità di delegata UPI alla sicurezza, Valentina Guglia ha già controllato alcuni parchi giochi. Quello di Piazza Grande a Giubiasco le piace. «Non c’è paragone con i parchi giochi oltre confine», spiega. «Molti sono in condizioni pessime. Prima di farci giocare i miei figli, faccio un giro di controllo», spiega sorridendo l’architetta.
Restituire qualcosa alla Svizzera
Valentina Guglia è una persona molto sorridente. Il suo sguardo rivela una personalità forte e positiva. Si capisce subito che ama quello che fa. È orgogliosa di lavorare come delegata alla sicurezza: «Amo la Svizzera e sono contenta di poter restituire qualcosa. Questo mi fa sentire integrata», spiega. La 39enne ha appena avviato il processo di naturalizzazione.
Laureata in architettura, presenta già molte caratteristiche tipicamente svizzere: apprezza la precisione, l’affidabilità, la cortesia e la discrezione e ama la montagna e la natura. Insieme a suo marito fa spesso escursioni a piedi o in bicicletta, sempre alla ricerca di un’architettura capace di emozionare. Quell’architettura di cui l’Italia è la culla per eccellenza. Perché Valentina si è trasferita in Svizzera?
Una giovane accademica con doti eccezionali
Valentina Guglia ha studiato architettura al Politecnico di Torino. Nel 2010 ha ricevuto il «Master dei Talenti», un premio destinato ai migliori neolaureati di Piemonte e Valle d’Aosta. Si è imposta su 80 compagne e compagni di studio e ha vinto uno stage di un anno a New York o a Lugano. Ha scelto Lugano e nel 2011 ha ottenuto un posto di stage in uno studio di architettura. Lugano le piaceva così tanto che ha deciso di restare. Grazie alle buone referenze dello studio di architettura, ha trovato facilmente lavoro. Ama la sua professione e, da giovane entusiasta, non si tirava indietro davanti a giornate di dodici ore. Finché non è rimasta incinta: «Mio marito riteneva che avrei dovuto risparmiarmi un po’ di più», ricorda Valentina sorridendo.
Perfino il tempo è migliore
Da quattro anni Valentina Guglia lavora come consulente tecnica. Ha iniziato all’Ufficio tecnico di Minusio e un anno fa è passata a Giubiasco. È madre di una bambina di sette anni e di un maschietto di quattro. Valentina, insieme alla famiglia, si è stabilita a Giubiasco. «Mi sento molto a mio agio qui, il Ticino è meraviglioso. Perfino il tempo è migliore che a Torino».
Ha sentito parlare per la prima volta dell’UPI all’Ufficio tecnico di Minusio. Quando le è stato proposto di assumere la funzione di delegata alla sicurezza, ha accettato subito: «La prevenzione degli infortuni è un lavoro molto interessante, variato e stimolante», spiega con convinzione. I corsi di perfezionamento dell’UPI le sono serviti molto. Ora sta imparando diligentemente il tedesco per poter interagire con i colleghi e le colleghe della Svizzera tedesca. «È importante e utile integrare nei progetti le conoscenze dell’UPI in materia di prevenzione. La consapevolezza di poter prevenire gli infortuni è pressoché inesistente in Italia. Un motivo in più per amare la Svizzera».
Ma c’è qualcosa che la infastidisce della Svizzera? La domanda la fa sorridere una volta di più. «Mi hanno chiesto la stessa cosa al primo colloquio per la naturalizzazione. Cosa posso dire? Probabilmente i costi della cassa malati».