Ogni 1000 giornate di sci praticate, si contano circa tre persone infortunate sulle piste svizzere. Ovvero 62 000 infortuni all’anno. Negli ultimi anni, questi dati sono rimasti pressoché stabili. È quanto emerge da una nuova analisi (in francese e tedesco), in cui l’UPI, sulla base di tutti i dati e delle revisioni rilevanti, ha elaborato l’unica estrapolazione degli infortuni nello sci e nello snowboard nell’arco di tre decenni. Tutte le altre statistiche rilevano solo una parte degli infortuni.
Comportamento di guida e attrezzatura incidono sul rischio
Per gli infortuni sulle piste da sci sono disponibili dettagli come in pochi altri sport. «In particolare, la statistica sul trasporto degli infortuni dell’UPI e di Funivie svizzere offre, oltre all’analisi, una base dati unica nello sport», spiega la ricercatrice dell’UPI Flavia Bürgi. La statistica, disponibile in francese e tedesco, contiene in modo dettagliato tutti gli infortuni che hanno richiesto l’intervento del servizio di soccorso sulle piste: circa uno su cinque.
I dati mostrano che sciatrici e sciatori si infortunano molto più spesso al ginocchio. Un attacco da sci regolato correttamente può ridurre questo rischio. È quindi fondamentale che attacco e scarpone siano coordinati in modo ottimale. L’UPI raccomanda quindi di rivolgersi, prima di ogni stagione, a personale qualificato. La vignetta attacchi degli sci dell’UPI conferma che l’attacco è stato controllato a regola d’arte.
Oltre all’attrezzatura inadeguata, anche la sopravvalutazione delle proprie capacità e le velocità eccessive giocano un ruolo importante. Oltre il 90% degli infortuni sulle piste è causato da errori personali. L’UPI raccomanda pertanto a sciatrici, sciatori e chi fa snowboard di moderare la velocità e rispettare le regole FIS.
Dati scientifici come base per una prevenzione mirata
Dai dati emerge anche dove si verificano gli infortuni negli sport sulla neve. Questa conoscenza confluisce direttamente nelle misure di prevenzione. Un esempio è la documentazione tecnica dell’UPI Snowparks (in francese e tedesco) che costituisce una base di riferimento. «La documentazione descrive, tra l’altro, come deve essere costruito un salto, affinché l’atterraggio sia il più fluido possibile e il rischio di lesioni ridotto al minimo», spiega Benedikt Heer, esperto di sport sulla neve dell’UPI. Su questa base, le stazioni sciistiche possono progettare parchi a prova di errori, consentendo alle e ai freestyler di eseguire i loro trick in modo più sicuro.
Anche Funivie svizzere usano le conoscenze acquisite per verificare le piste e gli snowpark. Effettuano regolarmente controlli nei comprensori sciistici. I difetti vengono ora registrati e documentati digitalmente. In questo modo i comprensori sciistici possono intervenire rapidamente e con trasparenza, aumentando sistematicamente la sicurezza. Chi soddisfa i requisiti riceve il marchio di qualità «Impianto per sport sulla neve controllato».
Principali risultati dell’analisi
- 3,5 milioni di persone residenti in Svizzera percorrono le piste almeno occasionalmente: 3 milioni con gli sci, 450 000 con lo snowboard.
- 62 000 persone residenti in Svizzera si infortunano ogni anno: 53 000 persone sugli sci e 9000 con lo snowboard.
- Il 15% subisce lesioni medio-gravi, con assenza dal lavoro di almeno un mese. A ciò si aggiunge il 6% con lesioni gravi e assenza di almeno tre mesi. Il restante 80% circa riporta ferite leggeri.
- Il rischio di lesioni da sci e snowboard è rimasto stabile negli ultimi dieci anni. Ogni 1000 giornate sugli sci, si contano circa tre feriti.
Per l’estrapolazione, l’UPI ha preso in considerazione le statistiche degli assicuratori contro gli infortuni, i dati della popolazione svizzera dell’Osservatorio sport e movimento della Confederazione, nonché i risultati delle rilevazioni dell’UPI.
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