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Si arriverà alla guida automatizzata? Due delle sfide che bisognerà affrontare

Si arriverà alla guida automatizzata?
Ci vorranno ancora diversi decenni prima che la guida diventi totalmente autonoma. L’UPI non può però abbassare la guardia visto che in questa lunga fase di transizione non saranno poche le sfide da superare in materia di sicurezza del traffico. Markus Deublein, esperto dell’UPI in materia di guida automatizzata, spiega il suo lavoro e entra nel merito di due delle sfide che bisognerà affrontare.

«Fino a cinque anni fa, l’euforia per la guida autonoma era alle stelle», spiega Markus Deublein. Molti esperti internazionali ritenevano che in pochi anni le auto senza conducente sarebbero state la regola e invece non è stato così. Ostacoli tecnici e soprattutto legali hanno raffreddato gli entusiasmi. Ciononostante, l’automazione continua.

«Bisogna superare numerose sfide, in particolare la questione della sicurezza», prosegue Markus Deublein. E qui entra in gioco l’UPI che elabora soluzioni per problemi concreti.

Sfida numero 1: come parla l’auto con il passeggero?

Finché tutti i veicoli non saranno a guida autonoma, il traffico misto prevarrà sulla rete stradale svizzera. Auto con gradi di automazione diversi condivideranno le strade con pedoni, biciclette, motociclette, mezzi pubblici e altri mezzi di locomozione come i monopattini elettrici.

In questo contesto è importante capire come faranno gli utenti a comunicare. «Se la comunicazione tra persona e persona è abbastanza facile da gestire, quella tra un veicolo automatizzato e un utente non automatizzato è più complessa», spiega Markus Deublein.

Facciamo un esempio concreto: un’auto a guida automatizzata si avvicina a un passaggio pedonale. Come fa un pedone a capire se il veicolo ha effettivamente rilevato la sua presenza? E viceversa: come fa l’auto a sapere che il pedone vuole attraversare la strada? Alcune possibili soluzioni sono già state elaborate. Ad esempio sono stati testati dei sistemi nei quali l’auto indica al pedone attraverso un segnale luminoso, una proiezione o un display se può attraversare la strada. Per le auto a guida autonoma è invece ancora molto difficile interpretare la comunicazione non verbale delle persone, come il cenno della mano.

«La ricerca ha ancora molto lavoro da fare, anche da noi all’UPI», osserva Deublein. L’efficacia delle tecnologie già esistenti deve essere ulteriormente verificata. Un passo importante sarebbe quello di definire direttive unitarie e valide a livello internazionale per la comunicazione. «Potrebbe essere utile condurre serie sperimentali con simulatori o su percorsi di prova».

L’UPI fornisce un contributo importante. «In primavera abbiamo pubblicato un rapporto sulla guida autonoma e il traffico misto in cui facciamo il punto della situazione a livello di ricerca e soluzioni per garantire la comunicazione tra uomo e veicolo. Questa è una base importante per incentivare la ricerca in questo ambito», precisa Deublein.

Sfida numero 2: in futuro la scuola guida sarà ancora necessaria?

Oggi le auto dispongono di ABS, assistenti alla frenata di emergenza o ausili di parcheggio. In futuro gli assistenti di guida saranno sempre più numerosi e permetteranno alle auto di svoltare autonomamente a sinistra, attraversare una rotatoria o parcheggiare in garage.

In questo contesto ci si può chiedere se gli allievi conducenti avranno ancora qualcosa da imparare. «Le scuole guida saranno necessarie anche in futuro, ma la formazione richiederà nuove competenze», assicura Markus Deublein.

Quali sono i vantaggi dei diversi assistenti di guida? Come funzionano? Bisogna però anche chiedersi cosa non sanno fare o cosa bisogna fare quando raggiungono i propri limiti. «Queste sono tutte domande alle quali gli allievi conducenti dovranno saper rispondere», sostiene Deublein.

Attualmente le scuole guida non trasmettono sistematicamente queste competenze. «Non va bene», afferma il ricercatore. «Gli assistenti alla guida possono sostenere al meglio la sicurezza solo se vengono usati correttamente».

In primavera l’UPI ha creato un gruppo di lavoro in collaborazione l’Ufficio federale delle strade (USTRA) e l’Associazione svizzera dei maestri conducenti (ASMC). Quale base di lavoro, l’UPI ha pubblicato il rapporto di ricerca menzionato con le raccomandazioni principali. «Pensiamo di riuscire a definire entro il 2021 le nuove esigenze che dovranno soddisfare le scuole guida», spera Markus Deublein.

Risolvere le sfide vale la pena

Queste sono solo due delle sfide che la guida automatizzata pone a livello di tecnica e sicurezza. Anche sul piano dell’infrastruttura, dell’analisi degli incidenti e della legislazione gli interrogativi aperti sono numerosi.

«È impegnativo cercare soluzioni a queste sfide ma ne vale la pena, visto che oltre il 90% degli incidenti stradali è imputabile a un errore umano», dichiara Deublein. I veicoli a guida automatizzata possono evitare molti di questi incidenti: le macchine sono sempre concentrate e reagiscono rapidamente.

 

Testo: Benedikt Bucherer

  • Ricerca – Guida automatizzata

    2.376, Ricerca e statistica, Focus Ricerca A4, 2 pagine, disponibile anche in Tedesco, Francese, Inglese
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  • Ricerca – Guida automatizzata – Traffico misto

    2.376, Ricerca e statistica, Basi A4, 88 pagine, disponibile anche in Tedesco, Francese, Inglese
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Markus Deublein è responsabile supplente della divisione Ricerca circolazione stradale all’UPI. Con il suo team fa ricerca nel campo della guida automatizzata. In qualità di esperto della sicurezza nel traffico insegna al Politecnico federale di Zurigo.
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