Le persone che si spostano in bici o e-bike sono particolarmente esposte ai pericoli stradali e poco protette in caso d’incidente. Di conseguenza, il numero d’incidenti è elevato: ogni anno in Svizzera oltre 1000 persone riportano lesioni gravi; nel 2025 44 persone hanno perso la vita. L’uso del casco bici svolge un ruolo fondamentale nella riduzione di queste conseguenze. Meta-analisi scientifiche dimostrano che l’uso del casco bici può ridurre di circa il 50% il rischio di lesioni alla testa e fino al 60–70% il rischio di lesioni craniche gravi.
Oggi, tuttavia, in Svizzera l’obbligo di indossare il casco riguarda unicamente le e i conducenti di e-bike veloci (assistenza alla pedalata fino a un massimo di 45 km/h). Per le biciclette elettriche lente (assistenza alla pedalata fino ad un massimo di 25 km/h) e per le biciclette tradizionali l’uso del casco è solo raccomandato.
L’esperienza dimostra che le raccomandazioni non sono sufficienti. L’UPI si impegna pertanto a favore di un’estensione differenziata dell’obbligo di indossare il casco bici. Tale obbligo è indispensabile per le bambine e i bambini fino ad almeno 14 anni e per tutte le persone alla guida di e-bike lente e altri ciclomotori leggeri come i monopattini elettrici e gli scooter elettrici. Dal punto di vista della prevenzione degli incidenti, l’uso obbligatorio del casco è in linea di principio opportuno per tutte le persone che utilizzano la bicicletta. Determinante resta tuttavia l’accettazione politica e sociale. L’UPI ritiene pertanto che un’estensione mirata dell’obbligo costituisca attualmente l’approccio più promettente: un approccio sostenibile dalla maggioranza e applicabile laddove il rischio d’incidenti e di lesioni è più elevato.
La decisione volontaria non basta
La quota d’uso del casco bici nella popolazione si attesta attualmente intorno al 60%, escludendo le e gli utenti di e-bike. Nelle bambine e nei bambini fino a 14 anni, nel 2025 era leggermente più alta (63%). Tuttavia, proprio in questa fascia d’età particolarmente vulnerabile, il tasso d’uso è nuovamente diminuito rispetto al 2017.
Per le biciclette elettriche lente, il tasso d’uso del casco bici oscilla da anni tra il 60 e il 70%. Per contro, nel caso delle biciclette elettriche veloci, per le quali vige l’obbligo, circa il 90% delle persone lo indossa effettivamente. Il confronto è eloquente: le raccomandazioni non bastano, mentre gli obblighi vincolanti si dimostrano efficaci. Esperienze internazionali confermano che le leggi aumentano significativamente il tasso d’uso.
Le bambine e i bambini sono particolarmente vulnerabili
Per le bambine e i bambini è fondamentale indossare il casco bici. Il loro grado di sviluppo e la limitata esperienza, infatti, fanno sì che sono ancora insicure e insicuri nella circolazione stradale e non ancora in grado di valutare in modo affidabile le situazioni e i pericoli. Per questi motivi, in bici sono esposti a un rischio d’incidenti più alto. Inoltre, specialmente nelle bambine e nei bambini più piccoli, il rischio di una lesione alla testa è superiore alla media. Questo è dovuto alla muscolatura del cranio e della nuca ancora poco sviluppata e alla grandezza e al peso della testa. Inoltre, le ossa craniche sono ancora morbide e dunque più vulnerabili.
L’obbligo di indossare il casco bici per le bambine e i bambini è indispensabile anche per ragioni di pari opportunità: tutte le bambine e tutti i bambini devono poter beneficiare della protezione offerta dal casco, indipendentemente dal livello di sensibilizzazione dei genitori. Inoltre, anche la Costituzione federale riconosce un particolare bisogno di protezione per l’infanzia. Per questi motivi, l’UPI chiede l’introduzione dell’obbligo del casco per bambine, bambini e adolescenti fino ad almeno 14 anni.
Le e i conducenti di un’e-bike corrono un rischio più elevato di incidenti gravi
Per le elettrocicliste e gli elettrociclisti il rischio di infortuni gravi è particolarmente elevato. Rispetto alle biciclette tradizionali, il rischio di gravi danni alle persone per chilometro percorso è più che raddoppiato in tutte le fasce d’età. Tra il 2015 e il 2024, inoltre, il numero di danni gravi alle persone nelle e negli utenti di biciclette elettriche è triplicato.
Rispetto ai chi usa una bicicletta tradizionale, le elettrocicliste e gli elettrociclisti viaggiano mediamente a velocità più elevate. Ciò influisce in modo significativo sul rischio d’infortuni, poiché la probabilità di lesioni gravi aumenta con la velocità. Il casco bici è quindi particolarmente importante per le e i conducenti di un’e-bike lenta; per le e-bike veloci è già obbligatorio. L’UPI chiede pertanto l’introduzione dell’obbligo del casco bici per tutte le persone alla guida di una bicicletta elettrica lenta e di altri ciclomotori leggeri, come i monopattini elettrici e gli scooter elettrici, il cui utilizzo comporta rischi analoghi.
La popolazione sostiene l’obbligo del casco bici
I sondaggi dell’UPI mostrano che una netta maggioranza della popolazione è favorevole all’obbligo di indossare il casco bici, in particolare per le bambine e i bambini e per le persone in sella a una bicicletta elettrica lenta. L’obbligo è diffuso anche a livello internazionale. Per i minori esistono normative analoghe in Austria, Svezia, Francia, Repubblica Ceca e Croazia. In altri Paesi, come la Spagna o l’Australia, l’obbligo è ancora più esteso.
L’obbligo del casco bici è una tra tante misure
La sicurezza delle persone in bicicletta scaturisce dall’interazione di diversi fattori e non dipende esclusivamente dall’uso del casco. La prevenzione deve quindi intervenire su più livelli. L’UPI promuove un ampio ventaglio di misure volte a migliorare la sicurezza complessiva delle cicliste e dei ciclisti. Tra queste figurano, in particolare, i limiti di velocità nelle località che si orientano coerentemente ai requisiti di sicurezza, un’infrastruttura ciclistica sicura e coerente nonché la promozione di un comportamento rispettoso di tutte le e tutti gli utenti della strada. Una base essenziale in questo contesto è rappresentata dall’attuazione della Legge federale sulle vie ciclabili che crea le condizioni per una pianificazione coordinata della rete e per lo sviluppo di collegamenti ciclabili sicuri.