L’ordinanza sull’ammissione alla circolazione (OAC) stabilisce che bambine, bambini e adolescenti a partire dai 14 anni possono guidare un’e-bike. In politica si discute regolarmente sull’abbassamento dell’età minima, ad esempio a 12 anni. L’UPI è contraria a tale riduzione, in quanto avrebbe ripercussioni negative sulla sicurezza stradale.
Gli spostamenti in e‑bike sono associati a rischi maggiori
Le e gli utenti di biciclette elettriche sono più esposti al rischio di incidente, visto che in generale sono più veloci delle cicliste e dei ciclisti. Più la velocità è elevata, più lo spazio di frenata si allunga e minore è il tempo a disposizione per reagire a situazioni impreviste. Le biciclette elettriche passano facilmente inosservate agli occhi delle altre e degli altri utenti della strada o vengono confuse con biciclette tradizionali, dato che a prima vista la differenza non si nota. Perciò la loro velocità viene spesso sottovalutata.
Le bambine e i bambini sarebbero sopraffatti
Queste situazioni richiedono una buona tecnica di guida che le bambine e i bambini generalmente non hanno. L’e-bike è più pesante della bicicletta convenzionale. Più l’utente è giovane, più il rapporto tra il suo peso e quello dell’e-bike è sfavorevole. Inoltre la bicicletta elettrica è più difficile da utilizzare rispetto a una normale bicicletta, soprattutto per una bambina o un bambino che, tenuto conto del suo grado di sviluppo e della mancanza di esperienza, non è in grado di valutare in modo affidabile le situazioni e i pericoli né di reagire in modo adeguato. Nelle bambine e nei bambini più grandi, le competenze richieste sono più sviluppate rispetto alle bambine e ai bambini più giovani. In questo contesto, una soglia minima di età fissata a 14 anni per la guida di un’e‑bike appare adeguata, poiché a partire da questa età, in genere, le ragazze e i ragazzi dispongono più spesso dei presupposti motori e cognitivi necessari per una guida sicura di un’e‑bike.
Il rischio non può essere compensato mediante misure accompagnatorie
Le misure accompagnatorie non sono sufficienti a compensare gli effetti negativi di un abbassamento dell’età minima sulla sicurezza stradale, anche quando prevedono la supervisione di una persona adulta o l’uso delle e‑bike in tratti poco trafficati. Le persone accompagnatrici dovrebbero valutare l'intensità del traffico su una determinata strada. Inoltre, le misure accompagnatorie sono difficilmente verificabili e attuabili nella pratica. Una simile modifica legislativa potrebbe inoltre indurre i genitori ad acquistare e-bike alle figlie o ai figli senza poter garantire che questi non le usino quando non sono accompagnati.
L’UPI si pronuncia contro l’abbassamento dell’età minima per guidare un’e-bike, in quanto ciò andrebbe a scapito della sicurezza della circolazione stradale. L’età minima di 14 anni, come attualmente stabilita dalla legge, deve essere mantenuta.
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