Presa di posizione | 21 maggio 2026

Un anno di pratica per le allieve e gli allievi conducenti sotto i 20 anni L'UPI è favorevole alla prassi attuale

Dal 2021 le allieve e gli allievi conducenti di età inferiore ai 20 anni devono acquisire almeno un anno di esperienza al volante prima di potersi presentare all’esame pratico. Da allora, questo cambiamento ha suscitato discussioni politiche. L’UPI ritiene che la guida accompagnata sia molto importante e del tutto opportuna, visto che i giovani conducenti sono particolarmente esposti al rischio di incidente. La guida accompagnata permette di ridurre i fattori di rischio associati all’età.

Nel 2021 in Svizzera sono cambiate le regole per l’ottenimento della licenza di condurre della categoria B: una di queste prevede che, dopo aver superato l'esame teorico, si possa chiedere la licenza per allievo conducente della categoria B già a 17 anni (prima era possibile solo a 18). Da allora, le aspiranti automobiliste e gli aspiranti automobilisti di età inferiore ai 20 anni devono acquisire almeno un anno di esperienza di guida prima di sostenere l'esame pratico. Dall’introduzione di queste modifiche è in corso un dibattito politico, in particolare sulla questione se abolire nuovamente il periodo di pratica di un anno per le persone tra i 18 e i 20 anni. 

Giovani più a rischio d’incidente 

L’UPI si dichiara risolutamente contrario all’abolizione del periodo di pratica di un anno. La fase di apprendimento di un anno permette ai giovani di acquisire maggiore esperienza sotto la su-pervisione di una persona esperta. Questo periodo di pratica è molto importante, specie per i giovani conducenti che sono più esposti al rischio di incidente a causa soprattutto della mancan-za di esperienza e della scarsa consapevolezza dei pericoli: rispetto alle e ai conducenti esperti, li riconoscono più tardi, li valutano in modo meno preciso e reagiscono in modo più lento, più insicuro e anche errato.

La mancanza di automatismi e la scarsa routine portano inoltre i giovani a sbagliare più spesso nel valutare il comportamento delle altre e degli altri utenti della strada. Altri rischi sono legati all'età: le e i neoconducenti tendono a sopravvalutarsi, a guidare in modo più spericolato e fanno più fatica a controllare i propri impulsi. 

La guida accompagnata permette di ridurre il rischio di incidenti

Questo dato di fatto è del resto confermato dalle cifre sull'incidentalità: sulle strade le e i giovani conducenti tra i 18 e i 24 anni subiscono più spesso incidenti gravi rispetto alle e ai conducenti esperti. Per loro il rischio di essere vittima di un incidente grave è quasi tre volte superiore rispetto alle e ai conducenti tra i 25 e i 64 anni. Gli studi dimostrano che la guida accompagnata permette di ridurre i fattori di rischio associati all'età. Anche una valutazione dell’Ufficio federale delle strade (USTRA), pubblicata nel 2026, giunge alla conclusione che dall’introduzione della fase di apprendimento accompagnata, il tasso di incidenti è diminuito considerevolmente nel primo anno dopo il superamento dell’esame pratico. Per questo l’UPI è contrario all’abolizione del periodo di pratica per le aspiranti automobiliste e per gli aspiranti automobilisti di età inferio-re ai 20 anni, poiché si tratta di una misura opportuna.

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