Comunicato stampa | 12 dicembre 2023

Sicurezza per ciclisti ed elettrociclisti anziani Rischio di morte dieci volte maggiore dopo i 75 anni

Gli incidenti in bicicletta ed e-bike hanno conseguenze particolarmente gravi in età avanzata. Quelli mortali sono dieci volte più frequenti tra le persone con più di 75 anni rispetto alle persone con meno di 45 anni. Il rischio di subire un incidente grave è molto maggiore per le persone anziane anche in rapporto ai chilometri percorsi. Una nuova analisi dell’UPI evidenzia la necessità di misure di prevenzione mirate per rendere più sicuro il traffico ciclistico (biciclette convenzionali ed e-bike). In ultima istanza, ne beneficerebbero tutte le fasce d’età.

In caso di incidente in bicicletta (tradizionale o elettrica) le persone anziane corrono un rischio maggiore di riportare lesioni gravi o mortali:  a partire dai 75 anni, una persona ferita su 25 perde la vita, mentre sotto i 45 anni la proporzione è di una su 250. Una nuova analisi dell’UPI (disponibile solo in tedesco) mostra che a partire dai 75 anni i ferimenti con conseguenze mortali sono dieci volte più frequenti. Tuttavia, il rischio di perdere la vita inizia a intensificarsi già attorno ai 55 anni.

Figura – Letalità (numero di morti per 10 000 danni alla persona) tra i ciclisti e gli elettrociclisti secondo l’età, Ø 2012–2022

Anche in rapporto ai chilometri percorsi, il rischio di subire un incidente grave aumenta con l’età e risulta sensibilmente più alto tra gli elettrociclisti. Per ogni chilometro percorso con una bicicletta elettrica, le persone di età superiore ai 75 anni sono vittime di incidenti gravi con una frequenza doppia rispetto alle persone di età compresa tra i 65 e i 74 anni.

Sono necessarie misure di prevenzione mirate

Le misure mirate sono particolarmente importanti per le persone anziane, più vulnerabili. L’UPI adotta un approccio di prevenzione globale che include l’infrastruttura stradale, la tecnologia dei veicoli e gli utenti della strada.

L’infrastruttura destinata al traffico ciclistico dovrebbe essere continua e autoesplicativa, cioè dovrebbe avere il minor numero possibile di interruzioni e indurre i ciclisti ed elettrociclisti a comportarsi istintivamente in modo corretto. Nelle località l’UPI raccomanda inoltre di introdurre la velocità 30 ovunque la sicurezza lo richieda, dato che a bassa velocità le ferite riportate sono meno gravi. L’UPI ricorda infine che le automobili dotate di dispositivi di assistenza alla frenata d’emergenza in grado di riconoscere il traffico lento, in particolare le biciclette e le e-bike, aiutano a prevenire le collisioni o a mitigarne le conseguenze. Questi assistenti saranno obbligatori per tutti i nuovi tipi di veicoli a partire dal 2024 e per tutte le automobili nuove dal 2026.

Cosa possono fare le persone anziane?

L’UPI consiglia di acquistare una bicicletta o una bicicletta elettrica adatta e di equipaggiarla in modo corretto. Un sistema antibloccaggio (ABS) garantisce ad esempio maggiore stabilità nel caso di una frenata d’emergenza. Oltre alle luci, aiutano ad essere visti tempestivamente dagli altri utenti indumenti chiari o, ancora meglio, luminescenti, gilet di sicurezza ed elementi rifrangenti. L’UPI invita anche a indossare sempre un casco bici.  

Guidare in modo predittivo e difensivo è una misura efficace per prevenire gli incidenti stradali. A tal fine l’UPI organizza formazioni certificate per specialisti che vogliono offrire corsi su come utilizzare la bicicletta elettrica in modo sicuro e consapevole. Questi corsi facoltativi permettono di esercitare tecniche di guida e manovre difficili e di rafforzare la consapevolezza dei pericoli.

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