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Formazione anziché ritiro della patente?
Formazione anziché ritiro della patente?

Le infrazioni stradali non vanno banalizzate

I conducenti che alla prima infrazione lieve o medio grave decidono di seguire una formazione complementare non devono rinunciare alla patente. È quanto chiede un'iniziativa parlamentare che verrà discussa questa settimana dal Consiglio nazionale. L'UPI ritiene che l'iniziativa sia un passo nella direzione sbagliata. Il ritiro della patente è un deterrente più efficace rispetto all'obbligo di frequentare un corso e induce i conducenti a dimostrare maggiore prudenza nei confronti degli altri utenti della strada.

Durante la sessione in corso, il Consiglio nazionale tratterà l'iniziativa parlamentare che chiede di non revocare la licenza di condurre alla prima infrazione lieve o mediamente grave del codice della strada.  L'UPI è dell'avviso che la proposta sia una mossa sbagliata e che un tale cambiamento avrebbe un impatto negativo sulla sicurezza stradale.

Lo confermano i risultati di diversi studi, secondo cui il ritiro della patente è la sanzione più efficace in caso di infrazioni al codice della strada. Il timore di incorrere in questa sanzione ha un effetto deterrente: gli utenti della strada si attengono in modo più rigoroso alle regole e mostrano maggiore prudenza, aumentando di fatto la sicurezza stradale. L'effetto preventivo è rafforzato se la licenza di condurre viene revocata subito dopo l'infrazione.

A scapito della sicurezza di pedoni e ciclisti

Il testo dell'iniziativa, che fa riferimento sia alle infrazioni lievi sia a quelle medio gravi, contiene un errore nella motivazione: la normativa vigente prevede una pena pecuniaria in caso di infrazione lieve e la revoca della licenza solo in caso di recidiva. Di conseguenza non è necessario modificare la legge.

Secondo l'UPI, minimizzare le infrazioni medio gravi è un segnale negativo in un'ottica di prevenzione. Circolare a 51 km/h in una zona 30 mettendo a rischio la sicurezza degli altri utenti della strada è un'infrazione di media gravità.  Minimizzando le possibili conseguenze di un tale comportamento, l'iniziativa mette a repentaglio la sicurezza, specie quella degli utenti della strada più vulnerabili, ossia i pedoni e i ciclisti.

L'UPI tuttavia non mette assolutamente in dubbio l'efficacia della formazione complementare: questi corsi sono senz'altro utili quale misura di accompagnamento in caso di revoca della licenza di condurre, ma devono soddisfare determinati criteri, ad esempio per quanto riguarda le qualifiche dei formatori.

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