Decisione del Tribunale federale

Calciatore condannato dopo un fallo L’UPI lancia un dibattito sulle conseguenze legali

Calciatore condannato dopo un fallo
Il Tribunale federale ha confermato la condanna per lesioni personali semplici per negligenza inflitta a un calciatore dilettante che veva involontariamente rotto la caviglia a un avversario con un’entrata a gamba tesa.

Il fallo dalle conseguenze gravi si verifica in maggio 2016 durante una partita di calcio tra due squadre amatoriali nel Canton Friburgo. Poco dopo il fischio iniziale un giocatore commette fallo su un altro giocatore tendendo la gamba all’altezza della caviglia. La conseguenza: rottura della caviglia. L’arbitro sanziona questo gioco pericoloso con un cartellino giallo. Nel novembre 2018, dopo la denuncia sporta dal ferito, il Tribunale d’appello del Canton Friburgo ha confermato la condanna condizionale a 40 ore di lavori socialmente utili. Ora anche il Tribunale federale ha respinto il ricorso dell’autore del fallo.

Secondo il Tribunale federale, agisce con negligenza la persona che non dà prova della prudenza richiesta dalle circostanze e dalla situazione personale. Nel caso di una lesione personale avvenuta nell’ambito di una manifestazione sportiva, il dovere di prudenza e il rischio accettato tacitamente dal ferito sono determinati dalle regole di gioco applicabili e dal divieto generale di arrecare danno.

Il Tribunale federale osserva inoltre che le regole di gioco servono soprattutto a evitare gli infortuni e a tutelare i giocatori. Se un giocatore viene ammonito, bisogna supporre che abbia commesso una violazione grave e non abbia considerato il pericolo o le conseguenze che potevano derivarne per l’avversario. Alla luce della pericolosità del fallo commesso, la violazione delle regole imposte per tutelare gli altri giocatori va considerata grave. Fatte queste premesse, non si può partire dal presupposto che il ferito accetti a titolo generale il rischio di una lesione personale come parte integrante del gioco del calcio. Il Tribunale federale precisa infine che ai fini della valutazione giuridica della pericolosità è irrilevante se il fallo è stato punito con un cartellino giallo o uno rosso.

Attualmente è difficile valutare le conseguenze di questa decisione sui campi di calcio. Una cosa però è certa: queste sentenze creano molte incertezze tra gli sportivi professionisti e amatoriali. Pertanto, l’UPI ha lanciato un dibattito sul ruolo della giustizia nella sicurezza dello sport. A tale proposito, lo scorso giugno ha invitato diversi specialisti a partecipare a una prima tavola rotonda a Berna. Per saperne di più, si rimanda al relativo comunicato stampa.

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