Comunicato stampa | 15 dicembre 2020

Rischio di infortunio sulle piste Molti gli attacchi non regolati correttamente

Per evitare gli infortuni sciistici bisogna prepararsi adeguatamente, in particolare far regolare gli attacchi in un negozio specializzato. Da uno studio dell'UPI (riassunto in italiano) risulta tuttavia che solo il 54% delle sciatrici e degli sciatori segue questo consiglio. In un inverno particolare come quello che stiamo vivendo, semplici misure di prevenzione come questa permettono di evitare infortuni e non sovraccaricare le strutture sanitarie.

Quante volte ci siamo detti, dopo una caduta con gli sci, «meno male che l'attacco si è sganciato»? Quante volte abbiamo evitato di farci male al ginocchio e alla parte inferiore della gamba? Non dobbiamo comunque dimenticare che anche l'attacco migliore protegge dagli infortuni solo se è regolato correttamente, in base al peso, alle capacità tecniche e ad altre caratteristiche individuali. L'opzione più sicura è dunque quella di far controllare gli attacchi in un negozio specializzato prima della stagione sciistica. Eppure l'ultimo studio dell'UPI dedicato agli sport sulla neve (riassunto in italiano) rivela che solo il 54% delle circa 1500 persone interrogate che dispongono di sci propri seguono questa raccomandazione.

Delle restanti persone intervistate, la metà ha risposto di aver fatto regolare gli attacchi la stagione precedente e l'altra metà che la regolazione risaliva ad ancora prima o che non era mai stata eseguita da un professionista. I motivi più spesso evocati sono che il peso è stabile da anni, che si ricorre al fai-da-te o che si usano gli sci solo occasionalmente. «Il controllo annuale è tuttavia essenziale», sottolinea Flavia Bürgi, coautrice dello studio. «L’usura, il trasporto o lo stoccaggio possono infatti modificare i valori di sgancio». L'UPI sconsiglia peraltro le soluzioni fai-da-te.

La vignetta UPI sugli sci conferma che la regolazione è stata eseguita correttamente da uno specialista e ricorda quando va effettuato il prossimo controllo.

Pregiudizi contro i parapolsi

Un altro dato emerso dal nuovo studio dell'UPI riguarda lo snowboard: solo una persona su sei usa i parapolsi (ossia il 16% delle oltre 700 persone intervistate), nonostante un terzo di tutte le ferite riportate riguardino i polsi, le mani e gli avambracci. Infatti quando si cade si para l’impatto con le mani. Un buon parapolso permette di attenuare il colpo ed evitare l’iperestensione dell’articolazione.

Un motivo spesso menzionato per il mancato uso dei parapolsi è che non servono a nulla o incrementano addirittura il rischio di lesioni. Un'opinione che la specialista dell'UPI Flavia Bürgi non condivide assolutamente: «Pur essendo molto diffusa, questa credenza è sbagliata. I parapolsi, che siano integrati o no nei guanti, sono preziosi alleati in caso di caduta, a condizione però che siano di buona qualità».

Le due raccomandazioni, quella di una corretta regolazione degli attacchi nello sci e quella di usare i parapolsi nello snowboard, sono misure di prevenzione facili da attuare. In quest'inverno particolare possono contribuire a non pesare sul sistema sanitario con un comportamento sconsiderato.

Consigli di sicurezza sul cellulare

Le monitrici e i monitori di sci e snowboard sono sensibilizzati sull'importanza della sicurezza già durante la formazione. Per permettere loro di motivare le allieve e gli allievi a un comportamento sicuro, l'UPI ha creato un nuovo tool online: l'applicazione web «Snow Safety» che propone brevi video con spiegazioni, idee di esercizi e un quiz per una sicurezza ancora maggiore nello sci e nello snowboard. I contenuti sono stati elaborati in collaborazione con l'Ufficio federale dello sport (nell'ambito di G+S), Swiss-Ski e Swiss Snowsports.

Chi, prima di lanciarsi sulle piste, vuole informarsi comodamente sul cellulare, non deve fare altro che digitare snowsafety.ch. L'applicazione si avvia automaticamente.

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