Comunicato stampa | 20 ottobre 2020

Effetti della pandemia Le persone non usano il corrimano sulle scale

Ogni anno in Svizzera più di 1600 persone muoiono a seguito di una caduta. Una parte di questi infortuni avviene sulle scale. Ecco perché è importante usare il corrimano o la ringhiera. Dalla rilevazione UPI 2020 emerge che il 28% degli interpellati non lo fa mai. La percentuale è più che raddoppiata rispetto al sondaggio 2018 e va interpretata come una reazione alla pandemia di Covid-19: molte persone ritengono che il corrimano presenti un ampio rischio di diffusione del virus. L’UPI raccomanda comunque di usarlo rispettando le norme igieniche abituali.

In Svizzera le cadute sono la principale causa di infortunio in casa e nel tempo libero. Ogni anno si registrano oltre 1600 cadute con conseguenze letali, alle quali si aggiungono in media 15 800 infortuni gravi. Il rischio di caduta è particolarmente elevato sulle scale, soprattutto in assenza di un corrimano o una ringhiera. Una parte della popolazione non li usa comunque. Nell’ambito della rilevazione UPI 2020, il 28% degli interpellati ha affermato di non sostenersi mai al corrimano quando scende o sale le scale. La percentuale è raddoppiata rispetto al 2018. Questo forte aumento potrebbe essere imputabile alla paura di un contagio virale o di altra natura.

Eppure una caduta dalle scale può avere conseguenze devastanti per una persona anziana: lunghe degenze in ospedale o perdita della propria autonomia. Nonostante la ripresa della pandemia, l’UPI raccomanda di usare sempre il corrimano sulle scale, visto che lavandosi le mani e disinfettando regolarmente le superfici si riduce il rischio di contagio. In merito l’UPI rinvia alle disposizioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

Luce di notte

Dalla rilevazione dell’UPI emerge inoltre che il rischio di infortunio a casa è accentuato da una scarsa illuminazione. Accendere la luce è importante, sempre, anche quando ci si alza di notte. Eppure molte persone non lo fanno: il 55% degli interpellati afferma di non accedere mai o raramente la luce quando si alza di notte. Tra le persone con più di 75 anni si tratta però solo di una su tre.

Meno alcol nello sport

La nuova rilevazione mostra anche l'evoluzione del consumo di alcol nello sport. Stando a quanto indicato dagli stessi interpellati, il consumo maggiore si osserva negli sport sulla neve. Il 39% degli sciatori e il 36% degli snowboarder dichiara di consumare alcol almeno occasionalmente quando scia. Entrambi i dati sono inferiori a quelli del 2017. Il consumo di alcol è in calo anche tra gli escursionisti (26% degli interpellati), i calciatori (16%) e i nuotatori (14%).

Gli automobilisti non temono un controllo dell’alcolemia

La rilevazione dell’UPI fornisce informazioni anche sul traffico. Se il 61% degli interpellati si aspetta di incappare in un controllo della velocità (oltre ai radar fissi) almeno occasionalmente, solo il 30% teme un controllo dell’alcolemia. La percentuale più bassa si registra nella Svizzera tedesca. L’aspettativa di un controllo è un fattore importante ai fini della prevenzione degli incidenti stradali. Bisogna quindi intensificare gli sforzi affinché questi dati aumentino.

Dal 1995 l’UPI conduce una rilevazione ogni anno. Tra marzo e giugno sono state interpellate online o per telefono 3865 persone domiciliate in Svizzera: la metà su temi riguardanti la circolazione stradale, l’altra su temi dello sport e del tempo libero.

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