Comunicato stampa | 16 giugno 2020

Collisioni con e-bike La maggior parte non causate dagli e-biker

Nell’ultimo anno 355 persone si sono infortunate gravemente in incidenti con bici elettriche, 11 hanno perso la vita. Più della metà delle lesioni gravi è riconducibile a un incidente per colpa propria, ma anche le collisioni sono frequenti. Da una valutazione dell’UPI emerge che in oltre la metà di tutte le collisioni gravi la responsabilità è degli altri utenti stradali. Spesso le biciclette elettriche passano inosservate o vengono individuate troppo tardi.

Il boom delle bici elettriche è in continuo aumento, ogni anno viene venduto un numero di veicoli sempre maggiore. Questo si traduce in un incremento degli incidenti: nel 2019, con 355 conducenti di bici elettrica feriti gravemente si è toccato un nuovo picco, e undici incidenti con e-bike hanno avuto un esito letale.

Tre quinti di queste gravi lesioni sono dovute a uno sbandamento/ a un incidente per colpa propria, due quinti a una collisione. Stando ai verbali di polizia, solo ogni terza collisione è causata dall'elettrociclista. In oltre la metà delle collisioni (55%) la responsabilità ricade interamente su un’altra persona coinvolta, mentre nei restanti casi, la colpa è di entrambi gli utenti stradali.

Le e-bike passano inosservate e non vengono valutate correttamente

«Il motivo più frequente di collisione è l’inosservanza del diritto di precedenza», spiega Daniel Morgenthaler, esperto di e-bike presso l’UPI. Capita infatti più frequentemente che il diritto di precedenza venga tolto agli e-biker che al contrario, continua Morgenthaler. «Gli altri utenti della strada hanno difficoltà a valutare correttamente la velocità delle biciclette elettriche.» Uno dei motivi è che a prima vista la bici elettrica non si distingue facilmente da una bicicletta convenzionale. Inoltre, le e-bike passano spesso inosservate o vengono individuate troppo tardi dagli altri utenti della strada; un problema, questo, condiviso con le biciclette, le motociclette e i ciclomotori. Pertanto, i conducenti dei veicoli a due ruote possono ridurre il rischio d’incidente tenendosi pronti a reagire agli errori degli altri utenti della strada e guidando in modo difensivo.

 Un altro possibile fattore di rischio riferito sia alle collisioni che agli incidenti per colpa propria è la frequente sottovalutazione dello spazio di arresto da parte dell'elettrociclista. A causa delle velocità più elevate in e-bike resta meno tempo per reagire agli imprevisti. Di conseguenza, è fondamentale guidare in modo difensivo e previdente. Può altresì aiutare rendersi più visibili: in e-bike è consigliabile circolare con le luci e indossare un giubbotto catarifrangente, anche di giorno. L’UPI si impegna inoltre a favore dell’introduzione del casco obbligatorio anche sulle biciclette elettriche «lente» (con pedalata assistita superiore a 25 km/h). Per le e-bike veloci (con pedalata assistita fino a 45 km/h) l’obbligo di indossare il casco sussiste già.

Campagna «E-Bike veloce, frenata lunga».

Allo scopo di sensibilizzare gli utenti della strada al tema delle e-bike e in particolare allo spazio di frenata più lungo, l’UPI e l’AXA proseguono la loro campagna, la quale include tra l’altro i seguenti consigli per una guida sicura in e-bike: 

  • guida in modo difensivo e previdente
  • calcola uno spazio di frenata più lungo
  • renditi visibile, anche di giorno
  • indossa il casco
  • all’acquisto, opta per una pedalata assistita adeguata e verifica il sistema ABS

Pianificazione stradale a misura delle bici elettriche

La sicurezza degli elettrociclisti dipende anche da altri aspetti. Nei suoi rapporti e dossier sicurezza l’UPI raccomanda tutta una serie di misure efficaci, ad esempio una pianificazione della rete stradale che tenga conto delle esigenze dei ciclisti e degli e-biker, intersezioni a misura di ciclisti, riduzione della velocità all'interno delle località e una verifica della compatibilità delle norme vigenti con le e-bike.

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