Comunicato stampa | 23 giugno 2020

Barometro della sicurezza 2020 Il 51% contro qualsiasi uso del telefono al volante

Ben la metà delle automobiliste e degli automobilisti svizzeri è favorevole a un divieto generale del telefono al volante; anche l’uso del vivavoce andrebbe proibito. Questo è quanto emerge dal Barometro della sicurezza 2020 dell’UPI. Oltre a delucidare l’evoluzione della sicurezza sulle strade svizzere, il barometro evidenzia che specialmente nell’abitato sussiste ancora un elevato margine di miglioramento.

Telefonare mentre si guida un’auto: un tema che divide la popolazione svizzera. Dal Barometro della sicurezza 2020 dell’UPI emerge: il 51% delle automobiliste e degli automobilisti intervistati sarebbe a favore di un divieto generale del telefono al volante. Il divieto si estenderebbe anche all’uso del vivavoce. Attualmente la polizia e la giustizia puniscono l’uso del telefono al volante normalmente solo se la persona tiene il cellulare all’orecchio e se lo maneggia mentre guida.

Il presentimento della metà degli intervistati corrisponde ai dati scientifici. La ricerca dell'incidentalità rivela infatti: chi telefona mentre guida, fa incrementare il proprio rischio d’incidente. Ciò vale anche quando si ricorre al vivavoce. Benché la persona al volante abbia le mani libere, questa viaggia comunque distratta. L’anno scorso la distrazione e la disattenzione di varia natura hanno comportato incidenti stradali con 43 morti e oltre 1000 feriti gravi.

Meno incidenti, ma troppe persone ebbre

In totale sulle strade svizzere si contano sempre meno incidenti gravi, anche questo dato emerge dal nuovo barometro della sicurezza. Tuttavia resta ancora molto da fare, visto che l’anno scorso sono stati rilevati ancora 187 morti e 3639 feriti gravi. Gli incidenti sotto l’influsso di droghe e farmaci, ad esempio, non diminuiscono. Inoltre, in Svizzera la guida in stato di ebbrezza è più frequente rispetto alla maggior parte degli altri Paesi europei. I dati recenti di un sondaggio internazionale hanno suscitato scalpore: il 34% degli intervistati svizzeri ha dichiarato di aver guidato in stato di ebbrezza il mese precedente. Bastano alcune cifre per dimostrarlo: in Ungheria lo ha detto il 5%, in Germania il 18%, in Italia il 20% e in Francia il 29%.

Progressi più esigui nell’abitato

Dal barometro della sicurezza 2020 emerge anche che sulle strade extraurbane e sulle autostrade si verificano meno incidenti rispetto a qualche anno fa. Nell’abitato, invece, il numero degli incidenti stenta a diminuire. Questo è deplorevole, visto che gli incidenti con feriti gravi si verificano il più frequentemente nell’abitato.

Bisogna intervenire sull’infrastruttura, ma urge anche un adeguamento del comportamento degli utenti della strada. Esempio distrazione causata dal cellulare: la metà dei pedoni usa a volte uno smartphone mentre cammina. Molte persone a piedi e in bici indossano inoltre vestiti scuri, ma quelli chiari e rifrangenti sono più visibili e perciò più sicuri. Gli incidenti gravi nell’abitato potrebbero essere ridotti anche con velocità più basse. Una maggioranza sostiene tale proposta: il 59% è favorevole che nei paesi e nei quartieri viga il limite di velocità di 30 km/h e che solo sulle arterie principali il limite di 50 km/h.

Servizio

Materiali

  • Barometro UPI della sicurezza – Livello di sicurezza sulle strade svizzere 2020

    2.383, Ricerca e statistica, Basi A4, 12 pagine, disponibile anche in Tedesco, Francese
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