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Etilometro blocca-motore
Etilometro blocca-motore

«Una misura che permetterebbe di evitare fino a 5 morti e 60 feriti gravi all'anno»

Martedì il Consiglio nazionale dibatterà sull'introduzione dell'etilometro blocca-motore per i conducenti cui è stata ritirata la patente a tempo indeterminato per episodi ripetuti di guida in stato di ebbrezza. La misura è controversa e il Consiglio degli Stati vuole rinunciarvi, una decisione incomprensibile per Brigitte Buhmann, direttrice dell'upi – Ufficio prevenzione infortuni. Resta da sperare che i fautori della sicurezza riescano a spuntarla alla Camera bassa.

Inizialmente il Parlamento si era pronunciato a favore dell'introduzione dell'etilometro blocca-motore nel pacchetto Via sicura. Dopo aver superato tutte le verifiche di idoneità, le persone cui è stata revocata la patente a tempo indeterminato per guida ripetuta in stato di ebbrezza potrebbero rimettersi al volante, a condizione di dotare il proprio veicolo di questo dispositivo per un periodo di cinque anni.

Ora, questa misura di comprovata efficacia verrebbe fatta saltare prima ancora di entrare in vigore. Se anche il Consiglio nazionale deciderà di abolirla, il tema sarà definitivamente abbandonato. «Rinunciare all'etilometro blocca-motore sarebbe fatale per la sicurezza stradale nel nostro Paese. Un calcolo realizzato dall'upi nel 2012, anno in cui il Parlamento ha varato il programma Via sicura, indica che il provvedimento permetterebbe di evitare fino a 5 morti e 60 feriti gravi all'anno», dichiara Brigitte Buhmann.

Di fronte a queste cifre gli argomenti degli oppositori risultano ancora più incomprensibili per la direttrice dell'upi: «In altri Paesi le esperienze con l'etilometro blocca-motore sono state molto positive. I progressi tecnologici hanno ridotto notevolmente i costi di installazione e semplificato l'uso del dispositivo. Inoltre la misura interessa soltanto i conducenti recidivi notori che hanno dimostrato più volte di non essere in grado di comportarsi in modo responsabile nel traffico stradale», aggiunge Brigitte Buhmann.

L'etilometro blocca-motore non limita la libertà, al contrario: dà l'opportunità agli automobilisti che hanno commesso gravi infrazioni stradali di utilizzare di nuovo il proprio veicolo, ma in modo controllato, oltre a garantire che non guidino in stato di ebbrezza. Per queste ragioni è molto più efficace della misura spesso applicata attualmente, più severa in quanto prevede un periodo di astinenza. È molto più difficile da aggirare e permette in modo affidabile di ridurre il tasso di ricadute nei casi di revoca della patente per motivi di sicurezza a seguito di guida in stato di ebbrezza.

I conducenti fermati dalla polizia ripetutamente con un tasso di alcolemia molto elevato sembrano far fatica ad attenersi o non riescono ad attenersi alle regole. «Queste persone non reagiscono alle campagne di sensibilizzazione, spesso non rispettano le sanzioni pronunciate nei loro confronti mettendo in grave pericolo se stesse e gli altri utenti della strada», ammonisce Brigitte Buhman.

La direttrice dell'upi teme che rinunciando a misure come quella dell'etilometro blocca-motore non si potranno raggiungere gli obiettivi fissati dall'Ufficio federale della strade: «Per ridurre il numero di morti stradali entro il 2030 a meno di 100 e quello dei feriti gravi a meno di 2500 sono necessarie anche misure come quella dell'etilometro blocca-motore».

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