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24.01.2012 
Valanghe: rischio mortale per gli appassionati degli sport sulla neve 
L'upi consiglia di adottare un comportamento difensivo e di calcolare un margine di sicurezza

La pratica dello sci, dello snowboard e delle racchette da neve fuori pista e degli itinerari sicuri è legata al rischio di valanghe. L'upi – Ufficio prevenzione infortuni – sottolinea quanto è difficile valutare correttamente il rischio di valanghe. Non basta avere semplicemente un «buon sentimento». Senza le necessarie conoscenze in materia di valanghe e senza un'esperienza pluriennale, fuori delle piste e degli itinerari sicuri si mette a repentaglio la salute.

 

Il week end prossimo, in alcuni Cantoni iniziano le vacanze di Carnevale: oltre agli sciescursionisti anche molti freerider e amanti delle racchette da neve solcheranno la neve incontaminata. Sciare, andare in snow e fare un'escursione con le ciaspole fuori delle piste e degli itinerari sicuri comporta determinati rischi come il pericolo di caduta e, in particolare, il pericolo di valanga. In Svizzera le valanghe causano ogni anno circa 20 vittime, di cui circa il 40% sono rispettivamente freerider e sciescursionisti. Nel 90 percento dei casi sono loro stessi a provocare la valanga; 2 su 5 persone travolte completamente da una valanga perdono la vita.

 

Secondo l'Istituto per lo studio della Neve e delle Valanghe SLF, quasi l'85% degli incidenti da valanga con morti succede con i livelli 2 «moderato» e 3 «marcato» della scala del pericolo valanghe. I freerider sono coinvolti in incidenti da valanghe soprattutto con il livello 3 (61%), gli sciescursionisti con il livello 3 (48%) e 2 (36%). Solo il 10% degli incidenti è avvenuto con i livelli di pericolo 4 «forte» o 5 «molto forte», questo è dovuto al fatto che durante l'inverno i due livelli si presentano soltanto in poche giornate e che in quei momenti le persone sulla neve sono piuttosto poche. Secondo l'SLF 9 su 10 vittime si trovavano su pendii ripidi (oltre 30 gradi).

 

Per valutare il concreto pericolo di valanghe, oltre all'inclinazione del pendio, bisogna tener conto di tanti altri fattori come per esempio l'esposizione del pendio, l'altitudine, la conformazione del territorio, la tipologia del pericolo (p. es.neve soffiata o neve nuova) oppure la composizione degli strati di neve. Per questo motivo bisogna disporre di nozioni specifiche e moltissima esperienza. E comunque non si riesce a eliminare tutti i rischi. Pertanto l'upi consiglia a tutti di adottare sempre un comportamento difensivo e di calcolare un margine di riserva. Concretamente ciò significa per esempio che

  • a segnali luminosi lampeggianti nella zona sciistica (a partire dal livello di pericolo 3) e anche in caso di dubbio bisogna rinunciare al freeriding e restare invece sulle piste o sulle discese gialle sicure;
  • facendo una ciaspolata si resta sui pendii di media ripidità o che si usa gli itinerari segnalati e aperti;
  • senza formazione specifica sulle valanghe e in mancanza di un'esperienza pluriennale le escursioni fuori pista vanno fatte soltanto sui pendii di ripidità moderata.

 

Statistiche sugli "Incidenti da valanga mortali" nello STATUS 2011

 

 

 

 

 

 

Scaricare le figure

 

 

SLF / Bolletino di valanghe del giorno

 

 

 

 
  
 


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